Sab. Mag 25th, 2024

I numeri descrivono bene la stagione della formazione dell’Albisola Pallavolo in Serie B2. Da neopromossa, la squadra dei coach Valle e Porchi ha chiuso al settimo posto su quattordici squadre, conquistando la bellezza di 40 punti. Elemento da non trascurare il fatto che la squadra abbia fin da subito navigato in acque di classifica tranquille. Non era facile in un campionato che prevedeva ben quattro retrocessioni. Francesco Valle commenta a freddo la prima stagione nel campionato nazionale.

Partiamo dalla fine. Sensazione? Emozioni diverse rispetto alla vittoria dello scorso anno?

Abbiamo fatto una piccola impresa. Eravamo una squadra neopromossa che con piccoli ritocchi ha dato filo da torcere a tutte le squadre, comprese quelle che si sono classificate ai primissimi posti. Le emozioni sono state diverse rispetto alla vittoria della Serie C dello scorso anno ma altrettanto forti, perché anche se virtualmente eravamo già salve, la vittoria contro Cuneo che ha sancito la matematica mi ha dato proprio proprio una bella sensazione.

Più impresa quest’anno o lo scorso?

La vittoria di un campionato è un qualcosa di unico perché ci si mette alle spalle tutte le avversarie. Non è mai facile. Però, salvarsi in Serie B2 senza mai patire con una squadra soltanto leggermente ritoccata non era scontato. Forse, per certi versi, è stata più impresa quest’anno.

Al torneo Il sorriso di Ele si era parlato di buone indicazioni. Tutte confermate. Cosa però ti ha sorpreso della tua squadra?

Avevamo ben figurato anche contro squadre di categoria superiore. Ce l’eravamo giocata alla pari. Durante il campionato abbiamo confermato quelle sensazioni, andando anche oltre.  Mi ha però stupito la capacità di adattarsi a giocare dopo lunghe trasferte. Per noi una novità. Abbiamo fatto di tutto per preparare al meglio trasferte e viaggi però non era scontato. Le prime vittorie in trasferta 3 a 0 sono state quelle che ci hanno fatto capire di essere sulla strada giusta.

C’era un po’ di timore all’inizio specialmente perché non si conoscevano le avversarie. Però questo aspetto sembra non abbia mai pesato…

Un po’ di preoccupazione c’era. Abbiamo però dedicato molto tempo allo studio delle avversarie attraverso i video le partite, identificando così le squadre contro cui avremmo dovuto fare la corsa. Le ragazze sono sempre scese in campo con la testa giusta. Ci sono state alcune ‘scoppole’ determinate da vari fattori ma abbiamo sempre saputo rialzare la testa.

Avevi preannunciato una squadra da battaglia. È stato così o le qualità tecniche sono “bastate” per salvarsi?

Abbiamo dovuto lottare in ogni gara, perché la tecnica non sarebbe bastata per giocarsela contro squadroni con giocatrici di categorie superiori o che possono vantare vittorie in campionati nazionali. Ci abbiamo messo cuore, disponibilità, sacrificio e sudore. Tutti i nostri avversari ci hanno riconosciuto il ruolo della mina vagante che non molla mai.

La partita che porterai nel cuore?

La prima partita in trasferta contro Lessona, perché ci ha consentito di sbloccarci. Era iniziata male andando sotto 5 a 0. Aggiungo la prima partita in casa contro Savigliano, perché un tifo del genere non si vedeva da tanto tempo. Metto anche la vittoria a Chieri al tie break. Una di quelle vittorie che danno ancora più autostima. Infine, menziono la vittoria contro Cuneo che ci ha dato la matematica salvezza.

La risposta di Albisola e del Palazzetto è stata adeguata alla portata del campionato disputato e della salvezza ottenuta?

La risposta di Albisola e del pubblico è stata eccezionale. Eravamo abituati ad avere tanta gente in palestra già lo scorso anno ma come quest’anno mai. La nostra parte era sempre piena ma c’era parecchia gente anche nella zona riservata agli ospiti. Abbiamo trovato 3/4 palazzetti con così tanta gente. Chi veniva a giocare da noi trovava un pubblico numeroso, vicino al campo e rumoroso. Era un stimolo in più. Speriamo di aver fatto felici tante persone ed averle fatte appassionare.

Un pensiero per l’anno prossimo?

Ora serve sederci intorno a un tavolo e capire cosa vogliamo fare da grandi, da lì programmare la stagione. Mi piacerebbe guidare questa squadra alzando ancora l’asticella ma rimanendo ben coscienti che questa categoria attualmente è la nostra Serie A. Spero che la mia idea combaci con quella della società per crescere ancora insieme.

 

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